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«Basta incentivi inutili Serve un super-assegno per chi ha almeno due figli»

L’Italia è un Paese che continua a proteggere il passato mentre consuma il futuro. E il conto lo pagano i giovani, costretti a confrontarsi con salari stagnanti, carriere bloccate e un sistema previdenziale costruito sulle esigenze delle generazioni precedenti. «Non si possono preservare diritti acquisiti a spese di chi invece non se li vede garantiti», dice Antonio Mastrapasqua, ex presidente dell’Inps, che nel libro “Il futuro rubato. Pensioni, lavoro, giovani: come invertire la rotta del declino”, scritto con Giuliano Guida Bardi e pubblicato da Solferino, mette sotto accusa le contraddizioni del modello italiano.

Si parte dai numeri dell’emigrazione. Tra il 2011 e il 2024 almeno 630 mila under 35 hanno lasciato il Paese, con una perdita di 160 miliardi di euro: capitale umano che va in fumo. Soltanto nel 2024 sono partiti 25 mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni, mentre ne sono rientrati poco più di quattromila. Un saldo negativo di 21 mila persone in dodici mesi. L’analisi dell’economista è spietata: «L’Italia forma una minoranza preziosa e poi la regala oltrefrontiera».

L’ex numero uno dell’Istituto di previdenza rifiuta le generalizzazioni: i ragazzi non sono né choosy né bamboccioni. E il problema, spiega, non è la mancanza di voglia di lavorare, ma un sistema incapace di premiare merito e competenze. La burocrazia ostacola l’ingresso nel mercato del lavoro, mentre la politica preferisce distribuire incentivi temporanei. Dalle zanzariere ai rubinetti, sintetizza, viviamo in «un Paese che ha sostituito le politiche con i bonus».

La proposta destinata a far discutere di più, però, riguarda le pensioni. Mastrapasqua invita a smettere di modificare continuamente la legge Fornero e a conservare il collegamento tra età pensionabile e aspettativa di vita. Ma suggerisce una novità radicale: un super-assegno per chi mette al mondo almeno due figli, con un incremento tra 800 e 2.000 euro netti mensili. Un premio previdenziale strutturale, esteso anche ai padri, per contrastare il crollo delle nascite. Perché «non esiste un welfare che può reggere senza i suoi futuri contribuenti».

E poi ci sono le riforme, invocate da tutti e spesso rimaste sulla carta: liberalizzare il mercato del lavoro, lasciare ai lavoratori la disponibilità del Tfr in busta paga, superare gli ordini professionali e concentrare nell’Inps nuove competenze, dalle politiche attive alla vigilanza fino all’assistenza per gli anziani non autosufficienti.

C’è poi una questione di rappresentanza. Mastrapasqua propone quote riservate agli under 35 nei Cda, nelle liste elettorali e negli organismi pubblici. Perché un Paese governato prevalentemente dagli anziani, sostiene, rischia di continuare a difendere gli interessi di chi ha già costruito il proprio futuro. Una sconfitta? Semmai una presa di coscienza: «L’Italia non riforma per scelta ma per disperazione», scrive Mastrapasqua. Questa volta, però, aspettare potrebbe costarci una generazione.

Fonte: La Stampa

«Il futuro rubato. Pensioni, lavoro, giovani: come invertire la rotta del declino».

Disponibile nelle librerie e sulle piattaforme online: https://amoz.onl/7pZ