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Se comandano i soliti noti i giovani restano a guardare

Se comandano i soliti noti i giovani restano a guardare

Salvatore Rossi, 73 anni, attuale presidente di Telecom Italia ed ex direttore generale della Banca d’Italia, sarà il coordinatore della commissione che dovrà redigere il nuovo Piano generale dei trasporti e della logistica. Lo ha nominato il ministro delle Infrastrutture (sostenibili, ovviamente), Enrico Giovannini. L’autorevolezza di Rossi, che ho avuto l’onore di conoscere e apprezzare, è tale da accantonare le pur legittime incertezze circa l’opportunità di incaricare il vertice di una grande azienda privata (oggetto di attenzione da parte di un grande fondo internazionale) per coordinare i lavori di una mappatura di interesse pubblico.

Non impedisce però di fare una considerazione su un consolidato costume – quasi esclusivamente italiano – di fare ricorso incessante e sistematico ai “riservisti”. I pensionati intramontabili sono una pattuglia sempre più nutrita, al punto che sarebbe forse utile chiedersi se – accanto alle periodiche discussioni sulle quote e le salvaguardie per ammettere alla pensione in anticipo i lavoratori usurati – non sarebbe il caso di prevedere un “non pensionamento” per coloro che continuano a lavorare.

Tema spinoso, fiscalmente risolto con l’opportuna scelta di consentire il cumulo dei redditi, ma che propone una riflessione sulle scelte di “seniority” insostituibile, non come semplice consulenza, ma come attivo ruolo di management.

Una riforma delle pensioni dovrebbe occuparsi anche di questo? Accanto agli scivoli per l’uscita c’è bisogno di pensare a una modalità per regolare le “permanenze”. Un beneficio per la “gestione separata” Inps, ma forse un problema sociale per le nuove generazioni.

Il caso di Rossi è solo la conferma di una tendenza consolidata. Così, a memoria, rammento Massimo Sarmi, 74 anni, presidente di FiberCop (controllata da Tim), vicepresidente di Sia, presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda. Franco Bernabè, 74 anni, presidente di Acciaierie d’Italia (ex Ilva), presidente della Quadriennale di Roma, presidente della commissione nazionale italiana per l’Unesco. Giuseppe Bono, 77 anni, amministratore delegato di Fincantieri. Luciano Violante, 81 anni, presidente della Fondazione Leonardo e della Fondazione ItaliaDecide. Franco Bassanini, 82 anni, ha cumulato nel tempo tante e tali attività pubbliche e private da costituire l’esempio per tutti i pensionati pluri-impegnati.

Potrei continuare. Ma non mi sorprende la capacità di mettere insieme molte attività – non dimentico le accuse che ho ricevuto per i miei numerosi incarichi professionali del passato – quanto piuttosto il perdurare nel tempo (anagrafico) di una sensazione di insostituibilità.

In molti Paesi, soprattutto anglosassoni, i “grandi vecchi” si godono le “grandi pensioni” o le grandi rendite derivanti dai loro impegni pregressi. Dalla Florida allo Yorkshire, ci sono territori che hanno fatto dell’attrattività per i pensionati di alto bordo un fattore di richiamo turistico decisivo. In Italia non è mai tempo di ritirarsi.

Talvolta nel pubblico si usa la pecetta dell’incarico non retribuito. Il che peggiora se possibile il costume. Ugo Zampetti, 73 anni, passò dalla segreteria generale della Camera alla segreteria generale del Quirinale, senza avere una remunerazione. Come nel caso di Rossi: il ministero si è premurato di fare sapere che l’incarico per la commissione è a titolo gratuito. Come se un incarico di alto prestigio e di grande impegno potesse essere assimilato a una charity. L’assenza di remunerazione è il pedaggio pagato all’ipocrisia di un sentire comune che si nutre di invidia sociale. Non credo che il tema sia la gratuità, che per lo più genera sospetto. E per certi versi introduce una distorsione di valore e di valori. E’ piuttosto l’opportunità di chiedere sempre ai soliti noti. Una dichiarazione di sfiducia per le nuove generazioni? Una diffidenza per chi non fa parte del “cerchio magico” (che in verità si ripropone anche in conventicole meno attempate)? Non è un bel segnale per chi voglia investire le proprie energie e risorse (personali, professionali e finanziarie) nel nostro Paese.

Fonte: Libero Economia